
Oggi sarebbe stato il cinquantunesimo compleanno di Joe Strummer, uno dei più grandi musicisti che la storia del Rock ricordi. Non voglio ricordare chi fosse, cosa ha fatto e che pezzi a scritto. Questo è un semplicemente un augurio di buon compleanno per una persona per me speciale, con un gran cuore e che purtroppo se n'è andato troppo presto.
Grazie Joe per averci insegnato a stringere i pugni e a lottare sempre.
Grazie.
Invito i lettori del blog a visitare questo sito http://www.strummerville.com/
E' il sito della fondazione intitolata a Joe Strummer, per i giovani musicisti.
CONSIGLI PER L'ASCOLTO: Joe Strummer - Silver and Gold (Streetcore, 2007)
giovedì 21 agosto 2008
martedì 19 agosto 2008
Tra i tanti volti insulsi, comici assolutamente privi di talento, e Ivana Spagna che letteralmente MASSACRA "Georgia on my Mind" di Ray Charles (spero gli vengano le emorroidi, tanto che l'hai rovinata!!!) ..ecco che un brava ma semi-sconosciuta cantante (Linda) intona una bella versione Blues di "Almeno tu nell'universo".
Io adoro quella canzone...e adoro Mia Martini e la sua voce (chi ha letto il post sui metallica non si scandalizzi!).
Ecco quindi che mi ritrovo a sentirla dopo tanto tempo...mamma mia quanto è bella...che belle parole....
Mi è sempre piaciuto riflettere sulle canzoni che amo. Credo sia un modo per capirne la bellezza, apprezzarle maggiormente, per poi lasciare che ti entrino dentro e non ti lascino più.
Per quanto riguarda "almeno tu nell'universo", non faccio fatica a dire che innanzitutto è uno dei più bei brani mai scritti in Italia...e forse anche nel mondo. Nella sua semplicità, racchiude una potente forza evocativa. Pensare che è rimasta nel cassetto per molti anni, in quanto ritenuta troppo audace per lo scialbo mondo della musica italiana!!
(Mio dio quanto siamo indietro da queste parti...)
Nei primi versi sembra essere uno specchio fedele della società moderna:
forse è troppo insoddisfatta
segue il mondo ciecamente
quando la moda cambia, lei pure cambia
continuamente e scioccamente."
un punto, sai, che non ruota mai intorno a me
un sole che splende per me soltanto
come un diamante in mezzo al cuore.
tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo!
non cambierai, dimmi che per sempre sarai sincero
e che mi amerai davvero di più, di più, di più."
Pensiamoci bene: TU che sei di verso. ALMENO TU NELL'UNIVERSO.
Una dichiarazione (o richiesta?) d'amore immensa e sconfinata. Incondizionata.
Carica di tutta la disperazione di una donna (ma anche di un uomo) che si sente circondata dal vuoto....ed il vuoto sono le persone attorno a lei, inghiottite dalla società che le vuole tutte uguali.
Può quindi essere considerata anche come una vera critica al genere umano...che non dà attenzione ai valori importanti...e che non ama davvero.
Bruno Lauzi (Autore del brano) fa una sorta di canzone per l'amore e verso l'amore. Una vera "preghiera" affinchè quel qualcuno, diverso nell'universo, possa diventare il suo sole ed essere sempre lì...un punto fermo che di certo non cambierà mai.
Spero di aver reso l'idea e la potenza evocativa di questa canzone...ci ho provato ma altre parole non mi vengono se non queste...forse certe emozioni, in particolare modo quelle provocate dalle canzoni, non è possibile scriverle o quantomeno dargli forma fisica...bisogna provarle!
Non a torto ho sempre considerato questa canzone come un capolavoro...e ogni volta che la sento ho la pelle d'oca...
...e confesso che ogni tanto mi capita....magari quando sono lì che guardo le stelle dal balcone con una buona birra....mi capita di guardarle e...beh non so spiegarlo...mi capita di pensare se mai incontrerò anche io qualcuna che sia unica...che sia almeno lei nell'universo....che non sia figlia di Lucignolo e di Studio Aperto, che non si faccia fregare dal luccichio dei soldi, dalla celebrità o da stupide suonerie dei cellulari...che non segua il mondo ciecamente e che cambi quando la moda cambia...
Che sia il mio sole che splende per me soltanto.
sabato 16 agosto 2008

In questi giorni, uno spot della Telecom in onda sulle nostre televisioni, annuncia il ritrovamento dell'audio di un discorso di Ghandhi tenuto il 2 Aprile 1947 alla Conferenza delle Nazioni Interasiatiche di New Delhi. Un grande ritrovamento, un'importante testimonianza, ma anche una bieca operazione commerciale (a mio parere) che con la scusa di far conoscere le parole del Mahatma ci propina il marchio Telecom....
Al di la di questo, credo sia però importante non sminuire l'importanza del discorso in quanto tale. Gandhi è pur sempre stato un grande comunicatore, un grande uomo di pace e il portavoce di una cultura basata sulla non violenza e sul rispetto dei diritti umani. Le sue parole hanno ispirato migliaia di persone (una tra tante Martin Luther King) e tracciato vie nuove per una migliore convivenza tra i popoli e le culture. In tempi come questi, in cui la Guerra in Ossezia e lo scarso rispetto dei diritti umani che i Cinesi dimostrano anche in piena Olimpiade, è quanto mai importante dare di nuovo respiro alle parole di Gandhi, ascoltandole con attenzione e dedicando ad esse un pò di riflessione. Meglio se lontano dal sito che telecom mette a disposizione...
Ho voluto quindi riportare qui il discorso "ritrovato" innanzitutto perchè credo faccia bene leggerlo ed in secondo luogo perchè ci tenevo molto ad estrapolarlo dal suo contesto "velatamente" pubblicitario. Credo gli renda maggior giustizia.
Buona Lettura!
Signora Presidente e amici, non credo di dovermi scusare con voi per il fatto che sono costretto a parlare in una lingua straniera. Chissà se questi altoparlanti porteranno la mia voce fino ai confini di questo immenso pubblico. Quelli di voi che sono lontani possono alzare la mano, se sentono quello che dico? Sentite? Bene. Bene, se la mia voce non vi giunge, non è colpa mia, ma colpa degli altoparlanti.
M. K. Gandhi
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Come voi tutti sapete, L’ONU ha dichiarato il 2 ottobre, data di nascita di Mahatma Gandhi, la Giornata Internazionale della Non-violenza. Oggi Mahatma Gandhi appartiene a tutto il mondo. Siamo nel contesto della celebrazione mondiale di Satyagraha – la verità e la non-violenza – come praticata, sperimentata e vissuta da Mohandas Karamchand Gandhi. Mi chiedo se durante la storia, i concetti filosofici e morali della verità siano stati oggetto di una celebrazione così collettiva e cosciente nel mondo. Satyagraha – non-violenza e verità – sono inseparabili dal coraggio di Mahatma Gandhi. Il coraggio di Gandhi ha ispirato l’amore e la fiducia negli altri. La verità, l’audacia e la compassione saranno sempre rilevanti, e oggi ne abbiamo disperatamente bisogno. Personalmente ho compreso la filosofia di Gandhi non come studiosa o storica, ma dalle impressioni dei primi 14 anni della mia vita, quando ero molto vicina a lui e a sua moglie Kasturba. E adesso capisco sempre di più che il messaggio di Gandhi è una sfida diretta per la propria coscienza. Insieme a tutti voi rendo omaggio ai più grandi flussi spirituali e creativi dell’uomo e della natura, del passato e del presente, che hanno mantenuto in vita in ognuno di noi la scintilla dell’amore eterno. Insieme a voi, con l’impegno di onorare tutta la vita questa consapevolezza.
Tara Gandhi Bhattacharjee
domenica 27 luglio 2008

Stanotte se n'è andato, all'età di 52 anni, Hiram Bullock, grande musicista e chitarrista di colore. Un fottutissimo cancro alla gola se l'è portato via.
Era un chitarrista di talento, di immenso talento.
Nel corso della sua lunga carriera aveva suonato con in più grandi musicisti del mondo: Miles Davis, Sting.
Di lui ho dei ricordi bellissimi legati ad un'estate del 2001, quando con uno dei miei migliori amici ho passato una settimana meravigliosa ad Umbria Jazz.
Eravamo sempre in prima fila ai suoi concerti...ci consquistò subito con una simpatia fuori dal comune...
..ricordo ancora quando lo vedemmo scendere dal palco ed iniziare a correre come un pazzo tra il pubblico sputando assoli a velocità allucinante, oppure quando in piedi sul muretto di palazzo dei priori eseguiva un assolo da pelle d'oca.
Musicisti così ce ne sono pochi.
Dio che grande.
Con lui ho anche una foto, in bella mostra nella mia cameretta.
COn Marco gli scrivemmo anche 2 cazzate sul sito...e lui rispose!!
Con queste quattro righe voglio rendergli omaggio e ringraziarlo per quei giorni fantastici di Umbria Jazz.
Thank you Hiram...ti immagino seduto su una nuvoletta bianca, a suonare un pò col vecchio Miles...due chiacchiere, una birra...
Addio.
"We like fat girls"
CONSIGLIO MUSICALE: LITTLE WING (HIRAM BULLOCK AND STING)
sabato 26 luglio 2008
Eravamo in trentamila a Bologna.
Eravamo in trentamila e aspettavamo solo loro.
Sole che tramonta. Nuvole di polvere alte nel cielo.
Puzza di birra, fumo ed erba.
Poi ecco che un omino, piccolo e piuttosto brutto, fa il suo ingresso sul palco.
E' Lars, che va subito a barricarsi dietro la sua batteria, cuore pulsante della bestia Metallica.
Ovazione. Boato. Delirio.
Subito ci si compatta, ci si stringe, premendo tutti verso il palco.
Poi James Kirk Robet
Pronti a partire.
"Creeping Death" è la scintilla che fa accendere la miccia.
Da lì in poi la guarderemo bruciare, fino a raggiungere la bomba, l'esplosione finale di "Seek and destroy".
Ogni brano è epicentro di terremoto, figlio del demonio, bruciante nel sacro fuoco del rock.
Siamo in Trentamila.
Pugni alzati al cielo.
Gole secche dalla polvere.
Siamo in Trentamila.
Tutti Assieme: "Master, Master"
Siamo in Trentamila ma siamo una voce sola.
Siamo un urlo.
Siamo un brivido giù per la schiena.
E per un attimo mi sento di nuovo VIVO.
E mando a fanculo il lavoro.
E mando a fanculo 'sta vita di merda.
E mando a fanculo LEI.
Dio come sto bene.
Poi per un attimo torno indietro a 12 anni fa.
(Avevo quindici anni allora, ed ero poco più che un'incognita.)
Le estati passavano lente ma elettriche, vive: bellisime.
Il me stesso quindicenne e brufoloso, se ne stava in camera, sul letto a pancia su. Dalla finestra filtrava un luce gialla calda calda, rubata al tramonto dietro il campanile di C.
Dal piano di sotto rumore di stoviglie, pentole, televisione accesa.
Rumore di cena, di casa.
Nello stereo una cassetta (come sono cambiati i tempi) con la copertina nera, registrata a casa di mio cugino.
Era il Black Album.
....Tan ta dada dada tan ta dada dada....
"Enter Sandman" "Sad but true" "Olier than thou"
Al terzo pezzo ero già fottuto. Posseduto per sempre dal demone del rock, dal metal e dai metallica.
A questo punto mentre guardo, estasiato, i Metallica esibirsi...
...Mi scappa un sorriso e penso che di strada ne ho fatta...
Il quindicenne brufoloso, ora è quasi un uomo....e certo non l'avrebbe mai detto che sarebbe stata così dura arrivare fin qui...ma comunque lui C'E'!!!
E forse un piccolo sogno lo ha realizzato...alla faccia del paesello, alla faccia di chi marcisce davanti al bar o davanti la tv a guardare Lucignolo...alla faccia di chi non mi risponde ai curricula...alla faccia di LEI...
Grazie Metallica.
Almeno voi mi avete dato, anche se solo per una notte, la sensazione di esserci ancora.
Di essere ANCORA VIVO.
martedì 15 luglio 2008
Ecco perché questo blog ha come "Spiritual Guidance" John Belushi....ed ecco cosa vuol dire essere Rock N Roll...
In quel caso la magistratura si rivelò palesemente a favore del potere e pesantemente sottomessa ad esso.
Oggi ci risiamo di nuovo.
Parlo di Bolzaneto.
Parlo della caserma in cui sette anni fa decine di giovani vennero pestati a sangue e torturati.
Oggi la sentenze finale condanna solo 15 dei 45 imputati.
Di queste 15 simpatiche canaglie, nessuna sconterà effettivamente la pena, grazie alla legge sull'indulto.
Le accuse andavano da lesioni e maltrattamenti fino a giungere alla violazione dei diritti dell'uomo.
Accuse atroci.
Come da copione, ai poveri ragazzi e alle loro famiglie è stato dato unicamente un risarcimento in denaro, come ben servito.
In quella caserma, quindi, è come se non fosse successo niente...
"Nessuno" è stato picchiato.
"Nessuno" è stato torturato.
Dicono che abbiano servito del buon thè con degli ottimi pasticcini inglesi.
Ma non ditelo a "Nessuno".
Si incazzerebbe parecchio.
Le problematiche che scaturiscono da questa vicenda sono molteplici e tutte legate fra di loro.
In primis trovo terribile il fatto che qualcuno speculi sulla sanità, in particolar modo nella MIA regione. Noi abruzzesi, da tempo siamo costretti a coprire i buchi nel bilancio delle casse regionali, con le tasse e il pagamento dei tickets sui medicinali. Una spesa non da poco se si considera che si parla di sanità. Ora invece arriva il Sign. Del Turco con la sua facciozza paffuta e l'aria da contadinotto ben nutrito e veniamo a scoprire che mentre noi paghiamo paghiamo paghiamo, lui non solo ci mangia...ma pure ci fa la scarpetta!!
In secondo luogo capisco sempre di più le paranoie dello PsicoNanoSilvio che teme che un giorno tutto ciò possa accadere a lui....Caro Silvio hai ragione! Fai bene, facciamo una bella leggina...piccola piccola...che non manderà né te ne i tuoi sgherri in carcere. In fondo chi sta in politica non deve farsi distrarre mentre rub...oh..pardon..fa il proprio dovere!
Ben venga invece il pugno forte della magistratura in questo caso. Ben venga. In episodi come questi non vanno fatti sconti a nessuno, indipendentemente dalla carica che esso ricopre. Altrimenti a che gioco giochiamo? Il povero "uomo della strada" che fa una cazzata, qualsiasi essa sia, deve essere sbattuto in carcere nel giro di due giorni mentre chi ha il culo poggiato su un'auto blu deve essere immune e fare il suo porco comodo. Eh no. Troppo facile caro Silvio. Se Del Turco ha sbagliato è giusto che paghi, e questo vale per chiunque, indipendentemente dalla sua appartenenza politica.
Terzo punto che volevo sottolineare è come in Italia ormai si assista perennemente a copioni già scritti. Ma è possibile che nessuno sia in grado di cambiare le cose in questo paese di dinosauri?
Anni fa qui in Abruzzo ci fu "la notte di San Michele", in cui ci fu un episodio simile a questo. Numerosi esponenti del mondo politico abruzzese vennero arrestati con varie accuse. Tra di essi c'è un'eminente ed inquietante personalità del mio piccolo paesino. Il sig. Ugo Giannunzio che ancora oggi svolge attività politica...giungendo qualche anno fa a ricoprire la carica di consigliere al comune di l'aquila...vedete? Sono sempre lì...immobili..i dinosauri...
Come vedete la storia è sempre quella...tutto torna su.
A tal proposito, ieri ridevo con un mio amico:
"Hai presente quando fai la cacca in mare?"
"No, mi schifo e non l'ho mai fatta"
"Beh, quello che è successo in Abruzzo è la stessa cosa"
"Cioè?"
"Se fai la cacca in mare, per quanto ti sforzi di nasconderla, quella prima o poi torna su...galleggia e torna in superficie!"
"..."
"Del Turco e i suoi hanno fatto lo stesso. Prova a mettere al posto del mare e della cacca la sanità e le tangenti. Hanno cagato sulla nostra sanità. Inquinandola. Poi è arrivato il bagnino e gli ha inchiodato il culo."
Consigli per l'ascolto: LITFIBA - DINOSAURO
domenica 29 giugno 2008
Questa mattina mi ha chiamato mio zio dalla Calabria e mi ha detto, con un po' di malinconia, che oggi sarebbe stato il suo ultimo giorno di lavoro.
Da domani, dopo anni di onorato servizio all'Enel, se ne resterà a casa.
Mi ha fatto riflettere molto questa cosa.
Fondamentalmente lui ha chiuso un ciclo, completando in parte una sorta di percorso prefissato, arrivando quasi alla fine di una strada già tracciata.
E' naturale, quindi, fare un paragone tra la generazione di giovani lavoratori di 30-40 anni fa, e la nostra.
Per lavorare bastava avere "la carta", il diploma, sia esso di scuola media o di scuola superiore.
Era il passaporto per fare tantissimi lavori. Chi, invece, aveva la laurea, viaggiava già verso lidi più dorati.
Per chi, come mio zio, ha lavorato anche in Germania, era anche l'enorme possibilità di mandare dei soldi a casa, con cui mia nonna poteva far studiare gli altri figli o comunque dare da mangiare anche a loro.
Il lavoro portava poi con se' altre cose: se si aveva una ragazza le si chiedeva la mano e la si portava all'altare, se non la si aveva il lavoro ed il "posto fisso" facevano da calamite. Erano una sicurezza, un investimento, una dote.
Una volta sposati si comprava casa, si facevano dei figli, e chi prima chi poi, ci si sistemava tutti.
Traguardo ultimo: la tanto sudata pensione.
Una visione un po' squadrata e semplice della vita, ma fondamentalmente piena di certezze.
Ora mio zio, dopo essersi fatto il culo all'Enel, ed avergli quasi lasciato una gamba tanti anni fa, potrà finalmente godersi il riposo. Dedicarsi alla campagna, alla costruzione di casa sua, al vino, all'olio, ai peperoncini piccanti sono i piccoli piaceri della vita a cui ora dedicherà anima e corpo.
In tutto ciò ho...provato io ad immaginarmi alla sua età.
Francamente non ci sono riuscito.
E' inutile negare che tutte quelle certezze che c'erano allora, oggi non ci sono più.
Essere un giovane che entra nel mondo del lavoro oggi equivale a gettarsi nel buio più totale.
Mancano le basi. Mancano i mattoni per costruire il futuro, per costruire la vita che verrà...
Con il nostro sistema di lavoro, l'unica certezza è l'incertezza stessa del futuro...
Credo sia una cosa spaventosa...orribile...tremenda...
Diventa tutto più difficile: fidanzarsi e dare stabilità ad un rapporto, farsi una famiglia, mettere da parte due soldi, investire su qualcosa o più semplicemente vivere tranquilli.
Già perché si crea una sorta di ansia latente...di sottofondo...come una colonna sonora. Non ti abbandona mai, è come una pallina di piombo che va su e giù per lo stomaco...
Si passano i giorni a cercare di mandarla giù...di farla sparire...di digerirla...
Io non so se mai manderò giù la mia.
So solo che per ora, c'è, si sente, e fa male.
Vorrei sparisse.
Ma so che non è così facile.
Voglio solo più certezze.
E le voglio anche per i miei amici, che come me si sbattono tutti i giorni, che sgomitano, che scalpitano per guadagnarsi il futuro che si meritano.
Nel frattempo...mi diverto ad immaginare mio Zio...che si diletta nel suo orticello, fra peperoncini, pomodori e zucchine...che beve un bicchiere di vino "che è nà poesia" all'ombra di un albero con i suoi ex colleghi...che immagina come verrà la casa in collina...
Auguri zì...goditela tu che puoi....
CONSIGLI PER L'ASCOLTO: THE CLASH - LONDON CALLING
venerdì 27 giugno 2008
...Mentre tutto il mondo là fuori è accaldato e suda, strepita, impreca e maledice, io mi godo il fresco e la pace di casa mia. Me ne sto barricato in soggiorno, con le serrande socchiuse, una buona birra fresca e la chitarra gitana di Django come colonna sonora.
E' con questo clima un pò surreale ed un pò "Estate Americana 1923" che decido di dare alla luce questo blog.
Le ragioni? Non l'ho ancora capito...ma credo che una di queste sia la più adatta...o forse tutte!
1)Ero l'unico in Europa a non avere ancora un blog
2)Ero l'unico in Europa a non avere ancora un blog
3)Non ho un cacchio da fare
4)Ho voglia di esprimere anch'io il mio parere su quello che mi circonda
5)Fondamentalmente non ho un cacchio da fare.
Spero che avrò sempre la costanza di aggiornarlo, o quanto meno di scriverci cose interessanti...speriamo bene!!!
Un saluto a chiunque passi di qui!!!
CONSIGLIO MUSICALE DEL GIORNO:
DJANGO REIHARDT & STEPHANE GRAPELLI - SWING IN PARIS


